La marcia di Radetzky

Radetzkymarsch (1932) – Joseph Roth / Tedesco

Con quest’imponente ed onerosa opera l’autore austriaco si ripropone di realizzare un immenso compendio storico atto a riformulare, tramite la grande potenza propria della letteratura, la visione intera che il mondo aveva ai tempi della storia della Germania, e tutto questo attraverso le vicende di una storica famiglia militare. Inizia così un percorso che completerà poi in seguito con il celeberrimo ‘La cripta dei cappuccini’, questo più incentrato sulle vicende tedesche legate al nazismo.

Il romanzo comincia in medias res, dunque perfettamente calato nelle vicende della storia, dove vediamo, durante la celebre battaglia di Solferino, un giovane quanto intraprendente sergente austro-ungarico, Joseph, salvare l’imperatore Francesco Giuseppe da incombente minaccia, diventando così l’eroe di Solferino per eccellenza. Ma il suo successivo distacco dai valori imperiali e dalla falsità e vacuità dei principi del passato, ancora radicati nella quotidianità, si rafforzerà sempre più nelle generazioni future, in particolare nella figura del nipote, Carl Joseph che, nel sentore dello svuotamento totale di valori dalla vita, riuscirà solamente a comprendere appieno l’inutile ipocrisia della mentalità di un impero ormai in rotta e di un modo di vivere ampiamente superato: l’evento tanto atteso della guerra si rivelerà solamente il cataclisma definitivo per l’impero.

zI8zArs - Imgur

Come già detto un progetto davvero ambizioso quello di Roth. Un romanzo questo che, come il suo successivo ma in maniera ancora più efficace e furente, riesce a dipingere con un intelligenza ed un sarcasmo senza pari il paese più importante dell’ultimo secolo e mezzo di storia. Il tratteggio che ne viene fuori da tutto ciò è alquanto graffiante e sfacciato, ma al contempo profondamente vero e commovente. Partendo dalla metà dell’ottocento, nell’epoca di massimo splendore dell’impero austro-ungarico, l’autore inizia a delineare una società marcia ed ipocrita nelle radici, aggrappata saldamente ad una mentalità aristocratica e conquistatrice davvero primitiva in confronto ai tempi in corso, e ciò viene suggerito da ogni singola riga del libro, in primis dall’esagerata e ridicola gloria conferita a Joseph, glorificato per tutti gli anni a venire ed inserito in tutti i libri di storia. Il suo quadro appeso dovunque sarà il tormento di Carl Joseph ed il subitaneo rimando ideologico ad un epoca passata ed ormai inutile, inesistente. La vastissima perdita di ideali esplode con furore in Carl in ogni suo atteggiamento, e Roth regala quasi tutto il suo romanzo a questo aspetto fondamentale, mettendo in ridicolo ed in grottesco ogni avvenimento ed azione di quel periodo; a prova di ciò è chiave la morte dell’amico di Carl, il dottore della caserma, avvenuta in un duello a seguito di una stupida controversia verbale tra ubriachi. Ed è questo lo stampo che lo scrittore da al suo romanzo. Ogni avvenimento viene reso davvero surreale, ogni valore perde completamente la sua importanza, e Carl Joseph ne farà le spese in prima persona, dimenticando inconsapevolmente l’attaccamento familiare, quello della patria, la gloria della guerra, il valore di amicizia. In questo quadro decadente nulla viene risparmiato. I von Trotta (la famiglia protagonista) navigano in quest’oceano vanesio e nullo come fossero il binocolo attraverso il quale lo spettatore osserva il tutto, senza colpe e senza entrare mai in causa, ma subendo passivamente un degrado ed una distruzione generale della nazione incondizionata e maestosamente perversa. Nel mondo reale dell’austriaco c’è spazio solo per la violenza e per l’aridità umana. La guerra non è più nemmeno il falso simbolo di potenza e fulgore di un Paese, ma solo volontà di prevaricazione e superiorità a livello ideologico. E i nostri protagonisti avvertono tutto ciò con forza, in quanto intrappolati in un sistema che non funziona, dove le persone sentono unicamente solitudine ed impossibilità di relazionarsi con i propri simili. E in definitiva perciò si comprende che la distruzione del Paese viene prima di tutto dalla perdita di ideali dello stesso, e che a pagarne le conseguenze è prima di tutto la popolazione, e solo dopo il governo.

Lo stile col quale Roth racconta il tutto è compunto, colto e raffinato e riesce ad intrattenere perfettamente il lettore grazie alla grande abilità stilistica dimostrata, che alterna un velato ma pungente sarcasmo ad una scrittura impeccabile, rifacendosi inoltre al parallelismo con la falsa maschera di perbenismo di una nazione in realtà già minata nelle fondamenta. Viene quindi palesata una assoluta abilità narrativa che convive alla perfezione con la pesantezza dei temi trattati, che comunque non aiutano la lettura, specialmente ad un lettore non abituato. L’impronta storica è ben racchiusa in sporadici ma efficaci rimandi, come il luogo della caserma o lo stesso evento bellico, punti chiave dalla forte valenza, un’aspra critica di Roth.

Voto: ★★★/★★★★★

Questa voce è stata pubblicata in German Literature e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...