Il Maestro e Margherita

Master i Margarita (1966) – Michail Bulgakov / Russo

Il rinomato direttore di una rivista letteraria ed un modesto poeta, entrambi seduti su di una panchina “nell’ora di un caldo tramonto di primavera”. Assetati cercano una bibita poi, parzialmente accontentati, tornano a sedersi discutendo dell’esistenza o meno di Gesù Cristo. Da qui, da questo semplice quanto pacato incipit in poi, tutto verrà sconvolto, tutto verrà messo in discussione. Non è facile, oserei dire che è letteralmente impossibile, riuscire a delineare con esaustività la struttura e l’essenza, la portata di un simile romanzo, tanto più che risulterebbe impossibile non riallacciarsi ad un’innumerevole serie di considerazioni prettamente storiche, biografiche e letterarie, richiedenti una competenza del tutto fuori portata del sottoscritto. Fatto sta che, dovendone riassumere le linee principali, non ci si può esimere dal confrontarsi con un’ampiezza di temi trattati, una sottigliezza ed una conoscenza lessicale, una fervida quanto sapientissima, affilata e spregiudicata fantasia ed infine con una perizia ed un’intelligenza autoriali del tutto magistrali. Non sta a noi reputare ‘Il Maestro e Margherita’ uno dei più grandi romanzi del Novecento, così come non sta a noi ribadire la sua immensa importanza storica e letteraria.

Mosca, prima metà del Novecento. In seguito all’apparizione di un singolare individuo nei pressi di uno stagno e alla discussione avuta dallo stesso con due illustri menti della società, un uomo (per la precisione uno dei due coinvolti nella disputa verbale), viene travolto e decapitato da un tram. Questa è solo la prima di una serie di infinite quanto tragiche follie che sconvolgeranno la città nei giorni a seguire, protagonisti il maestro di magia nera Woland ed il suo bizzarro seguito (uno spilungone dal dente canino sporgente, un sadico interprete ed un grosso gatto nero). Principale vittima delle angherie sarà la prima compagnia teatrale della metropoli con tutti i suoi più alti esponenti. L’intera Mosca verrà messa in subbuglio, denudata, derubata, ingannata, ipnotizzata e così via, fino a quando lo stesso Woland (ovvero il Diavolo in persona), non deciderà di corrompere una giovane, Margherita, incoronandola regina del grande ballo di Satana, trasportandola in un regno lontano immerso nelle nubi (in compagnia del suo unico amore, il Maestro) e donando loro così la pace ultraterrena.

Margherita Imgur

“- sono appena stato travolto da un tram ai Patriarsie funerali venerdì ore tre vieni Berlioz – Maksimilian Andreevic era ritenuto, e a pieno merito, uno degli uomini più intelligenti di Kiev. Ma anche l’uomo più intelligente sarebbe rimasto perplesso di fronte a un telegramma del genere…” Così si apre il diciottesimo capitolo del romanzo, approccio diametralmente opposto a quello mostrato ad inizio romanzo. Ecco che, dopo poche pagine, ci accorgiamo essere catapultati in una dimensione del tutto irreale, assolutamente indipendente da qualsiasi tipo di legge o di teorema logico, sottoposta al contrario spietatamente alla minuziosa e impietosa idea di fondo dell’autore, sempre più immedesimatosi nella figura di Woland. Bene e Male non esistono in quanto tali, non ricevono dalla penna dello scrittore russo una loro precisa consistenza, ma reggono le fila di una metafora non troppo dissimile da quella messa in atto dal Manzoni nel suo ‘I Promessi Sposi’. Qui assistiamo ad un vero e proprio processo attuato nei confronti della Russia staliniana, con tutta la sua ipocrisia di fondo e la sua inconsistente convinzione di vivere in una rivoluzione, di essere un popolo privilegiato, quando in realtà le vittime del regime non si contavano più e scrittori come Bulgakov morivano di fame, assassinati, o nell’inutile speranza di poter pubblicare un romanzo senza essere fatti sparire (da qui la figura del Maestro ed il problema dello stesso nella pubblicazione del suo libro, chiaro riferimento dell’autore alle proprie vicende personali).

Così la furia del grande romanziere si trasforma all’interno dell’opera in estro creativo, in un selvaggio, intricato susseguirsi di eventi grotteschi, insensati, a volte tanto macabri e inaspettati da sembrare eccessivi e fuori luogo (come ad esempio le sevizie di Satana alla testa mozzata di una delle tante vittime della vicenda; impressione al contrario voluta e necessaria). Così Behemoth e Azazello (due dei servitori di Woland) girano per la città facendo impazzire i più rispettati membri della società moscovita e così a pari passo aumenta la percezione del lettore di assistere ad una completa ed assoluta condanna nei confronti di una classe falsa, bigotta e truffatrice, in una parola: spregevole. La narrazione avanza dunque a tal modo, giocando sul contrasto tra lessico ed avvenimenti, tra comicità e dramma, tra storico e farsesco, vero ed invero – simile. Non c’è un filo narrativo ben preciso, i personaggi si susseguono uno dopo l’altro, la prosa non si smentisce mai, nemmeno quando il Maestro volgerà il suo ultimo sguardo sull’odiata città, nemmeno quando a far da protagonista sarà la versione irriverente e dissacrante della condanna e crocifissione di Gesù, vista dall’occhio di un Ponzio Pilato quantomai umano.

Risulta dunque fin troppo facile lasciarsi trasportare dalla pungente e mai casuale satira di Bulgakov, da un teatro di ipocrisia che l’alter-ego Satana metterà a nudo, provocando sì scalpore e ribrezzo ma anche e soprattutto la consapevolezza di un’azione debita e necessaria, dalla quale uscirà immacolata e illesa solo la nobiltà di intenti e la sofferenza per un amore puro e salvatore. Unico nel suo genere, impossibile da emulare, ‘Il Maestro e Margherita’ va amato e venerato, compreso ed apprezzato per quello che è, ovvero una colonna fondamentale nel panorama letterario mondiale, un’opera che svela l’orribile faccia di una nazione attraverso un’ironia caratteristica, splendida nella sua perfetta incongruenza e straordinaria nell’utilizzo di una prosa variegata e coinvolgente.

Voto: ★★★★★/★★★★★

Questa voce è stata pubblicata in Russian Literature e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...