Vergogna

Disgrace (1999) – J. M. Coetzee / Inglese

Forse non conosceva. Forse, in fin dei conti, tutti quegli anni di insegnamento avevano influito negativamente sul suo modo di vedere le cose, curioso vero? Non conosceva la vita, non conosceva sua figlia, Lucy. Pretendeva soluzioni, risposte, una ragionevolezza non quantificabile, soggettiva ed illusoria come le speranze riservate in esiti improbabili. Era tutto così astruso, inconcepibile, la sua caparbietà nel giudicare il presente si scontrava con un muro di ostilità ed incomprensioni incommensurabilmente alto, insormontabile, ulteriormente innalzato da un distacco generazionale ormai palese. Insignito del premio Nobel quattro anni dopo la pubblicazione del romanzo in causa, Coetzee architetta qui con un’intelligenza ed una raffinatezza di rara pregevolezza una storia amara, pungente, tanto impegnata nel calcare la mano sulla realtà del Sudafrica del post Apartheid quanto altresì consapevole della necessità di sottolineare un immagine della senilità e del confronto tra generazioni, del tutto ammirabili. Tutto questo viene espresso e avvalorato da una prosa asciutta e diretta e da uno stile che, nonostante l’assenza di una vera e propria impronta personale, non manca di svelare riflessioni e conclusioni degne di nota.

David Lurie, attempato insegnante di scienze della comunicazione a Città del Capo. Divorziato, con una figlia ventenne ormai indipendente ed un impiego che porta avanti più per inerzia che per passione, si vede tutto ad un tratto stravolgere la vita dall’incontro inaspettato con una seducente studentessa. La storia di una follia, di una disgrazia che gli fa perdere l’impiego e che, più tardi, nella sua successiva convivenza nella modesta fattoria della figlia, lo metterà di fronte ad una scelta. Come poter accettare la remissività di Lucy di fronte alla violenza subita? Come accettare il male quando questo scavalca inconcepibilmente ogni obbligo e dovere morale, quando la più folle delle malvagità ti fissa impunemente dritta negli occhi? La vita continua, il peso del distacco grava su una senilità precoce, su di un ideale che non ha portato ad altro che ad una sconfitta, ad una vergogna appunto.

KvsnBSt - Imgur

Come un chirurgo, un professore (professore onnisciente in questo caso, al contrario del protagonista), l’autore qui sembra voler allestire un tavolo operatorio, riempire una lavagna di dati, di elementi chiave per giungere ad una conclusione. Conclusione che non è  presente, che non è  affatto necessaria e forse nemmeno esiste. Due atti sessuali fuori dalla norma, spregiudicati, vietati; i parametri di una società in profonda e visibile crisi; uno sguardo disilluso, rassegnato, quasi esistenzialista che lascia intravedere una riflessione sull’uomo non indifferente. C’è un enigma di fondo che permea l’intera vicenda, un’incongruenza determinante e alquanto irritante che al contempo snerva ed allibisce il lettore ovvero la  decisa ed irrevocabile caparbietà  dei due protagonisti consanguinei nell’accettare le proprie disgrazie, le proprie sfortune (seppur in parte entrambe ricercate e di conseguenza meritate) senza battere ciglio. Il punto allora non è tanto soffermarsi sul perché di tali azioni quanto piuttosto ricercare la matrice di tali comportamenti, localizzare questi ultimi in un ben preciso clima socio-economico e filosofico.

Consapevoli di ciò ‘Vergogna’ altrimenti non si può definire se non come una sorta di triangolo delle Bermuda, il tentativo di provare a dar forma e spessore alla senilità attraverso le metafore della violenza sessuale e dell’ostilità cieca contro il sistema. Tutto questo però  attraverso  una sorta di inafferrabile assurdità accettabile a denti stretti ed occhi spalancati. Coetzee bandisce dal proprio linguaggio ogni sorta di ricamo, trascura del tutto ogni descrizione, ogni distrazione concentrandosi unicamente sulla materia in fase di analisi e sviluppando un linguaggio diretto e formale,  semplice e per questo doppiamente amaro e scottante in particolare nella seconda parte del romanzo. Tra i finali più straordinariamente incisivi e indimenticabili della letteratura moderna, quest’opera rimane a conti fatti un’imperdibile riflessione sul tempo e sulla crescita, sull’amore e sulle sue infinite accezioni.

Voto: ★★★/★★★★★

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