Le correzioni

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The Corrections (2001) – Jonathan Franzen / Inglese

“Non ho mai veramente pensato in termini di trama, ma piuttosto del nesso storie-personaggi. Per ciascuno dei personaggi principali, e per ciascuna delle parti principali del libro, mi sono sforzato di rispettare le unità classiche di luogo, tempo e azione.”

St. Jude, i Lambert, la semplicità e la consuetudinarietà di un quadro simile a quello proposto da Franzen farebbe storcere il naso se non fosse per l’estrema acutezza delle riflessioni sociali intavolate. Ma soprattutto, “Le Correzioni” respira l’aria di un America attuale, attualizza anzi l’America riportandola non tanto a concetti o situazioni quanto proprio a stilemi moderni, consuetudini come già detto che, insegnate da Carver già quasi vent’anni prima (ed il suo “Cattedrale” tra i più straordinari esempi), fanno del romanzo in questione, non un racconto senza radici ma il dipinto estremamente veritiero degli Stati Uniti della seconda metà del secolo, una lettura apparentemente prevedibile proprio per questo paradossalmente, assolutamente unica nella propria estrema chiarezza e fermezza d’intenti.

Come rimarcato dall’autore stesso, più che intorno ad una vicenda il romanzo si sviluppa sulla scia dei vari componenti della famiglia protagonista, ovvero i Lambert. Dal padre Alfred, affetto da un Parkinson in vistoso peggioramento alla moglie Enid fino ai tre figli Chip, Denise e Gary, rispettivamente immaturo squattrinato, cuoca sessualmente disinibita e marito in depressione e lotta continua con la coniuge. Tra diverbi, dissensi e drammi di svariato tipo, Enid farà di tutto per riunire la famiglia in un’ultima, grande cena natalizia. In quasi settecento pagine Franzen riesce a sublimare il concetto di società americana grazie ad un semplice nucleo familiare e i temi da esso presentati, che siano di natura scientifica/tecnologica, politica o sociale. Eliminato ogni qualsivoglia concetto di giusto e sbagliato, ogni caratterizzazione determinante, la narrazione si sviluppa sui problemi e sulle difficoltà del soggetto riprendendone ed anzi sottolineandone le cause pratiche, di diretta matrice sociale con risultati del tutto attendibili.

L’affilata ironia utilizzata è intelligentemente deducibile, più che dallo stile, dalle situazioni presentate non tanto per la loro scarsa veridicità quanto proprio per la loro ricercatezza a differenza, per esempio, di uno scrittore come Roth. Franzen impiega infatti uno stile semplice, diretto ma perfettamente congruo ai contesti e alle caratterizzazioni via via prescelte, eliminando perciò ogni concezione di intervento esterno dell’autore: la percezione che si ricava dunque dalla lettura è quella di un’opera di facile comprensione, volutamente scorrevole e senza troppi fini. In fin dei conti, non importano nemmeno tanto le caratterizzazioni delle varie figure: ciò che rende sicuramente degna di nota quest’opera è la riscoperta della forza insita nel presente, la consapevolezza cioè di poter dar forma a determinati problemi semplicemente presentandoli per l’effetto che hanno sul singolo, sull’ingranaggio della macchina Stato, privandoli perciò di quella riproduzione generalizzante che ne manifesta i confini, la sagoma ma non i pratici risvolti.

Voto: ★★★/★★★★★

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